Finalità & Obiettivi

Crediamo che l'uomo dei nostri tempi e la società da lui creata si debbano interrogare sempre più seriamente sull'agire personale e collettivo e sulle conseguenze che questo ha oggi e in futuro.

I nostri principi di riferimento sono:

  • solidarietà e reciprocità
  • tutela dell'ambiente e dei diritti umani
  • trasparenza e partecipazione democratica

Intendiamo realizzarli attraverso l'elaborazione di una pratica e un pensiero sui seguenti temi:

  • SVILUPPO SOSTENIBILE

La prima definizione di sviluppo sostenibile viene presentata nel 1987 dal rapporto Brundtland “lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”. Tale definizione, definita da alcuni, troppo antropocentrica, va a nostro avviso completata considerando la necessità che i processi umani di sviluppo permettano all'ecosistema di rimanere in equilibrio. Per questo motivo le dimensioni sociale, economica e ambientale devono essere governate in maniera tale da trovare un sano equilibrio per tutti. Questo ruolo, per noi, ce l'ha la politica, intesa come scienza volta alla gestione del bene comune per il raggiungimento della felicità. (immagine compenetrazione insiemi)
A questa prima definizione ne sono seguite molte altre. Il lettore potrà agevolmente documentarsi in materia.
Troviamo però significativo evidenziare come il legislatore italiano a partire dal 2006 abbia compreso e definito lo sviluppo sostenibile nel Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 "Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale":

Art. 3-quater - Principio dello sviluppo sostenibile

  1. Ogni attività umana giuridicamente rilevante ai sensi del presente codice deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire all'uomo che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future.
  2. Anche l'attività della pubblica amministrazione deve essere finalizzata a consentire la migliore attuazione possibile del principio dello sviluppo sostenibile, per cui nell'ambito della scelta comparativa di interessi pubblici e privati connotata da discrezionalità gli interessi alla tutela dell'ambiente e del patrimonio culturale devono essere oggetto di prioritaria considerazione.
  3. Data la complessità delle relazioni e delle interferenze tra natura e attività umane, il principio dello sviluppo sostenibile deve consentire di individuare un equilibrato rapporto, nell'ambito delle risorse ereditate, tra quelle da risparmiare e quelle da trasmettere, affinché nell'ambito delle dinamiche della produzione e del consumo si inserisca altresì il principio di solidarietà per salvaguardare e per migliorare la qualità dell'ambiente anche futuro.
  4. La risoluzione delle questioni che involgono aspetti ambientali deve essere cercata e trovata nella prospettiva di garanzia dello sviluppo sostenibile, in modo da salvaguardare il corretto funzionamento e l'evoluzione degli ecosistemi naturali dalle modificazioni negative che possono essere prodotte dalle attività umane.

Per saperne di più: Unione Europea
 

  • AGRICOLTURA BIOLOGICA

L'uomo da sempre utilizza la terra per il suo nutrimento; la terra insegna all'uomo la fatica del lavoro e l'incertezza del risultato: lo riporta al principio della realtà.
L'uomo, grazie al suo ingegno, ha trovato strumenti meccanici e chimici per emanciparsi dalla fatica del coltivare e per ridurre l'aleatorietà del raccolto; ha però forzato troppo la mano. La terra da troppi anni vede l'impiego di sostanze e strumenti che ne hanno bloccato la fertilità e l'hanno ferita, violata. Lei però è sempre lì, attende, paziente.
Nel 2009 la Costigliola ha deciso di convertire la coltivazione dii 15 ettari di vigneto e di seminativo dal metodo tradizionale a quello biologico; l'azienda è attualmente in conversione e certificata da ICEA.

Da un punto di vista normativo si definisce agricoltura biologica il metodo di produzione disciplinato a livello comunitario dal Regolamento CE 834/2007 del Consiglio dell'Unione Europea

 

Art. 5 - Principi specifici applicabili all’agricoltura
[…] l’agricoltura biologica si basa sui seguenti principi specifici:
a) mantenere e potenziare la vita e la fertilità naturale del suolo, la stabilità del suolo e la sua biodiversità, prevenire e combattere la compattazione e l’erosione del suolo, e nutrire le piante soprattutto attraverso l’ecosistema del suolo;
b) ridurre al minimo l’impiego di risorse non rinnovabili e di fattori di produzione di origine esterna;
c) riciclare i rifiuti e i sottoprodotti di origine vegetale e animale come fattori di produzione per le colture e l’allevamento;
d) tener conto dell’equilibrio ecologico locale o regionale quando si operano le scelte produttive;
e) tutelare la salute degli animali stimolando le difese immunologiche naturali degli animali, nonché la selezione di razze e varietà adatte e pratiche zootecniche;
f) tutelare la salute delle piante mediante misure profilattiche, quali la scelta di specie appropriate e di varietà resistenti ai parassiti e alle malattie vegetali, appropriate rotazioni delle colture, metodi meccanici e fisici e protezione dei nemici naturali dei parassiti;
g) praticare una produzione animale adatta al sito e legata alla terra; […]

 

Per saperne di più: ICEA, AIAB

  • ENERGIE DA FONTI RINNOVABILI

La natura ha dotato la terra di innumerevoli risorse; alcune di queste si rigenerano continuamente o, meglio ancora, sono continuamente a disposizione nostra e delle future generazioni.
È nostra responsabilità sprecare meno energia possibile, utilizzare le fonti fossili di energia con parsimonia e investire sempre più sull'efficienza energetica degli impianti che fanno uso delle fonti di energia rinnovabile (acqua, vento, sole).

Per saperne di più: Innesco
 

  • GESTIONE EVOLUTA DELLE RISORSE (NON PIU' RIFIUTI)

L'attuale modello economico ha portato ad un livello di benessere mai visto fino ad ora nella storia dell'umanità.
Tra le molte cose questo ha avuto come conseguenza la produzione di beni e oggetti di consumo in grande quantità e spesso per utilizzi usa e getta. Ci siamo illusi di poter nascondere/distrtuggere questi prodotti dopo averli usati. Inventammo quindi le discariche e gli inceneritori. Ma ci accorgemmo dell'inutilità e antieconomicità di questi processi.
Abbiamo quindi preso la strada ampia e diritta della raccolta differenziata, applicando proprio un detto antico che pensavamo di aver gettato via, come si fa con le cose vecchie “non si butta via niente”. Ci siamo accorti che differenziare tutto, ma proprio tutto, permette di recuperare risorse importanti (le plastiche, tutte, sono generate dal petrolio, risorsa preziosissima). Abbiamo quindi cominciato a chiamarli risorse e non più rifiuti, vedendo la concreta possibilità di un mondo senza discariche e inceneritori.

Per completare il cambio di mentalità, prima di riciclare è necessario ridurre i materiali utilizzati (imballaggi ad esempio) e riusare tutto ciò che si può; solo alla fine, quel che resta, va riciclato. Perciò adottiamo la filosofia delle 3R: riduci, riusa, ricicla. Fallo anche tu

Per saperne di più: Centro Riciclo Vedelago
 

  • ACCESSIBILITA' ALLE OPPORTUNITA'

Crediamo che favorire l'accesso dei più deboli a risorse, formazione, lavoro, opportunità, cultura sia un dovere di ogni organizzazione, di ogni cittadino. Anche La Costigliola intende fare la sua parte. Garantire l'accesso, lavorare per l'accessibilità è un modo per realizzare quanto previsto nella Costituzione della Repubblica Italiana:

Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese
.

 

  • ECONOMIA CIVILE

Molti paradossi del mondo globale – disuguaglianze territoriali e individuali, crescita senza occupazione, aumento del reddito pro capite ma non della qualità della vita – hanno più a che fare con considerazioni di scarsità sociale che materiale. Eppure le due visioni dominanti del rapporto tra sfera economica e sfera sociale sembrano ignorare tale dato. La prima considera l'impresa come un'istituzione asociale che si muove sul terreno eticamente neutro del mercato, alla quale chiedere semplicemente efficienza e creazione di ricchezza; sarà poi lo stato a redistribuire più equamente le fette della torta. Per la seconda visione l'impresa è antisociale e il mercato il luogo selvaggio dello sfruttamento e della sopraffazione del più debole.
Radicata nel pensiero economico dell'umanesimo civile, la visione dell'economia civile[...] ritiene invece che i principi “altri”, dal profitto al mero scambio strumentale, possano trovare posto proprio dentro l'attività economica e il mercato in particolare [...]. La via è quella dello sviluppo – accanto alle forme tipiche dello stato e del mercato – di istituzioni di welfare civile e di forme nuove di impresa capaci di far diventare il mercato un luogo di incontri civili e civilizzanti, e persino di felicità pubblica.

[dalla quarta di copertina di “Economia civile”, Bruni, Zamagni, Il Mulino]

Il sistema di Banca Etica è un esempio di economia civile. Per saperne di più: Etica sgr, Banca Etica, Fondazione Culturale.

iscriviti alla newsletter

Rimani sempre informato!

informativa sulla privacy archivio